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MODENA MOSTRE E MUSEI

Mostre e Attrazioni Museali a Modena

Il Museo Enzo Ferrari

Quello dedicato ad Enzo Ferrari non è un museo, ma uno spettacolo coinvolgente ed emozionante dove si mescolano ingredienti davvero unici: nell’avveniristico padiglione di oltre 2500 metri quadrati, insieme alle tante automobili esposte, si assiste ad uno spettacolo che racconta la magica storia dei 90 anni di vita di Enzo Ferrari. A questo, si affianca, nell’officina perfettamente restaurata, il Museo dei Motori Ferrari.
Una struttura avveniristica che avvolge come in un abbraccio la casa dove nacque Enzo Ferrari dove vivere, tra le automobili più significative della sua vita, la storia del fondatore, come pilota creatore della Scuderia negli anni ‘30 e come costruttore dal 1947.
A questo tuffo nell’emozione, si affianca, nell’officina del padre di Enzo ora perfettamente restaurata, il Museo dei Motori Ferrari. L’area è divisa in cinque settori: quello dei motori a basso frazionamento, da 1 a 6 cilindri, quello dei classici 12 cilindri, quello degli 8, quello dei turbo, e, infine, quello della Formula 1.        

Il Teatro Comunale Luciano Pavarotti

Il Teatro Comunale rappresenta, a partire dall’Ottocento, il cuore pulsante di una tradizione lirica che ha radici profonde nella cultura popolare del territorio. Al Teatro Comunale sono legati i nomi di Mirella Freni, Raina Kabaivanska, Nicolai Ghiaurov e Luciano Pavarotti al quale dal 2007 è dedicato il teatro. 
Il Teatro comunale ogni anno presenta un ricco cartellone di spettacoli di lirica, concerti e balletti, aperto ai nuovi linguaggi musicali e visivi, che lo rendono uno dei più importanti e preziosi teatri italiani.
A fianco del teatro sorge una statua dedicata al maestro Luciano Pavarotti.

Il Teatro Storchi

Nella seconda meta’ del secolo XIX, dopo la demolizione delle arene provvisorie costruite sui baluardi della città’ e l’incendio del Teatro Aliprandi (1881), a Modena mancò un edificio teatrale destinato a spettacoli popolari e d’evasione.
A differenza del Teatro Comunale, affacciato su una delle vie principali del centro della città, lo Storchi sorse su un terreno della nuova area edificabile ricavata con la costruzione della barriera Garibaldi (1884), a seguito dell’abbattimento di porta Bologna (1882). A questa particolare ubicazione il teatro deve anche l’altrettanto originale struttura architettonica con una duplice facciata – quella principale, a settentrione, rivolta verso piazza Garibaldi, e quella occidentale verso il passeggio delle mura (ora viale Martiri della Libertà) – eseguita in stile greco-romano secondo i dettami della coeva precettistica eclettica ben nota al Maestri, fine conoscitore dell’antichità e della relativa pubblicistica, colto costruttore o restauratore di residenze per la nuova borghesia in ascesa.

Il Mercato Storico Albinelli

Gli amanti del genere non potranno non restare ammirati da questo mercato coperto in stile liberty costruito negli anni Venti del Novecento. Il modello fu quello dei mercati francesi e spagnoli: essendone rimasti davvero pochissimi, si può ben dire che quello di Modena sia uno dei più belli conservati in Italia.
Punto fermo dei modenesi e turisti il Mercato Albinelli offre una variopinta molteplicità di prodotti enogastronomici tipici locali e piccoli ristorantini dove è possibile degustare le prelibatezze del territorio.

Acetaia Comunale di Modena

L’Acetaia, creata nel 2003 nel sottotetto del Palazzo Comunale, a cura della Consorteria dell’Aceto balsamico tradizionale di Modena, ospita tre batterie: due più piccole, da sei botticelle ciascuna, che hanno preso i nomi dai fiumi Secchia e Panaro e una da dieci botticelle intitolata alla Torre Ghirlandina.
Durante la visita guidata il vostro olfatto verrà invaso dai profumi sprigionati dalle botticelle di aceto, dal profumo di mosto unito a quello dell’acido acetico.

Il Museo della Figurina

Unico nel suo genere, nasce nel 2006 grazie alla collezione di piccole stampe a colori che nel 1992 era stata donata al Comune di Modena dall’imprenditore modenese Giuseppe Panini, fondatore nel 1961, assieme ai suoi fratelli, dell’omonima azienda.
La raccolta riunisce figurine ma anche materiali affini per tecnica e funzione: un patrimonio che consente di ripercorrere l’evoluzione, oltre che delle tecniche di produzione, anche delle finalità del messaggio contenute in piccole pubblicità, restituendo il panorama culturale e antropologico, nonché l’evoluzione comunicativa, nell’ambito della società nella quale sono state prodotte.
Visitare il museo della figurina è un po’ come tornare bambini….

La Piazza e la Chiesa di San Francesco

La chiesa, con piazzale e statua del Santo attigue, nasce per volontà dell’Ordine dei Frati Minori di San Francesco d’Assisi attestato nel 1221 quando il Santo era ancora in vita e diffusosi in città grazie a Frate Gherardo Boccabadati, discepolo del Santo. 
Oggi della chiesa antica restano l’organo settecentesco, collocato nella controfacciata e il dipinto secentesco San Carlo Borromeo salva un fanciullo dalle acque di Giovanni Nigetti. Delle opere risalenti agli anni della Restaurazione resta l’ancona di Domenico Baroni col San Rocco che benedice un appestato del 1838, la Famiglia della Vergine di Bernardino Rossi e il monumento di Luigi Mainoni raffigurante l’Immacolata che protegge la città dal colera del 1840, che mostra in alto la Vergine circondata da una gloria di angeli tra i santi Geminiano e Omobono

Il Foro Boario di Modena

Il Foro boario è un edificio storico situato a Modena nei pressi dello Stadio Braglia, già sede del mercato del bestiame e caserma dell’esercito austro-ungarico e oggi del Dipartimento di Economia “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Il Foro si affaccia su Novi park, i rinvenimenti archeologici più significativi dello scavo del Novi Sad riguardano i livelli di età romana che hanno restituito un settore periferico della città di Mutina attraversato da una grande strada in ciottoli. Oltre alla strada, lo scavo ha portato in luce una necropoli con numerose tombe e monumenti funerari, due edifici rurali, vasche e impianti produttivi, e tre grandi discariche contenenti scarti di anfore e altri materiali archeologici.